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Capello non fa sconti: «Chivu non è stato coerente. Bastoni è un punto fermo, non può comportarsi così»

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Capello, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato così di Bastoni e delle polemiche scoppiate in Inter Juventus

Dalle colonne della Gazzetta dello Sport, Fabio Capello è intervenuto con la consueta autorevolezza sugli episodi che hanno infiammato il weekend di Inter-Juventus. L’ex allenatore rossonero si è soffermato in particolare sulla direzione di gara dell’arbitro La Penna e sul contatto tra Kalulu e Bastoni, che ha portato all’espulsione del francese. Secondo Capello, l’errore è stato doppio: non solo il rosso era ingiustificato, ma l’arbitro avrebbe dovuto punire il difensore nerazzurro con la seconda ammonizione.

Il giudizio di Don Fabio non ha risparmiato il centrale della Nazionale, reo di aver cercato l’inganno in modo palese. «Un giocatore come Bastoni, di livello internazionale e punto fermo della nostra Nazionale, non può e soprattutto non deve comportarsi così» ha sentenziato Capello, definendo la simulazione un gesto brutto per chi ama il calcio. La speranza del tecnico è che il Var possa presto intervenire anche sulle seconde ammonizioni per eliminare queste sviste che condizionano i risultati.

Capello, la critica a Cristian Chivu e la gestione del cambio

L’attacco di Capello si è poi spostato sulla gestione post-partita dell’allenatore dell’Inter, suo ex giocatore ai tempi della Roma. Sebbene tra i due ci sia stima, l’analisi del tecnico friulano è stata impietosa riguardo alle giustificazioni fornite nel dopogara. «Conosco molto bene Chivu, ma le sue parole mi hanno profondamente deluso; non è stato coerente con quanto aveva detto alla vigilia» ha rincarato la dose, sottolineando come la verità fosse emersa già durante il match.

A smentire le parole del tecnico rumeno, secondo Capello, sarebbe stata la sua stessa mossa tattica di sostituire il difensore dopo appena 45 minuti. «Chivu ha tolto Bastoni all’intervallo perché sapeva esattamente che avrebbe rischiato restando in campo» ha spiegato l’ex allenatore, evidenziando come quel cambio fosse una prova di colpevolezza implicita. Mentre il Milan di Massimiliano Allegri resta alla finestra, le polemiche sul comportamento dei nerazzurri continuano a dividere l’opinione pubblica sportiva.

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