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Bremer, il difensore giusto per l’Inter di Simone Inzaghi

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A giugno l’Inter interverrà quasi certamente sulla difesa e il nome caldo è quello di Bremer: ecco perché sarebbe l’acquisto giusto per Inzaghi

Gleison Bremer sta stupendo tutti da ormai diversi mesi. Il difensore del Torino, infatti, è quello che ha segnato più gol nell’arco dell’anno solare in tutti i principali campionati europei, ben 6.

Ma quello che ha colpito gli addetti ai lavori – e quindi anche Ausilio e Marotta – non è soltanto la sua capacità realizzativa, ma soprattutto la sua solidità in fase difensiva. Il brasiliano, che si è contraddistinto anche in una stagione difficile come la scorsa, ha confermato le sue doti anche in questa prima parte di stagione sotto la guida di Ivan Juric.

L’Inter, non a caso, sta monitorando la situazione e sarebbe pronta in estate ad affondare il colpo, soprattutto in caso di addio da parte di De Vrij. E la stagione attuale con in panchina l’ex Hellas Verona potrebbe essere un importante allenamento in vista di un ipotetico futuro sotto la guida di Simone Inzaghi.

La difesa di Juric infatti si muove in maniera simile, tende a giocare uomo contro uomo e tiene una linea particolarmente alta. Anche nell’ultima partita proprio tra Inter e Torino si è visto come il brasiliano si stacchi spesso dalla sua zona per garantire maggior portata offensiva. Soprattutto nel primo tempo di mercoledì Bremer ha lasciato la linea a tre per ritrovarsi nell’area nerazzurra in modo da aggiungere un uomo in più all’attacco granata.

Questa sua particolarità lo renderebbe decisamente utile a Simone Inzaghi, sia come braccetto di destra – come ricambio di Skriniar – che come centrale dei tre. Il brasiliano, infatti, è anche portato in fase di impostazione, una caratteristica fondamentale per chi si trova in quella posizione. La capacità di giocare già in un determinato modo, inoltre, gli permetterebbe di saltare il periodo di “apprendimento”.

Infine, i gol che si porta dietro non sono un elemento secondario. L’Inter è la squadra che segna di più da calcio piazzato e aggiungere ulteriore quantità a questo aspetto incrementerebbe decisamente la pericolosità. Cairo è un osso duro, e la richiesta che fa è ancora alta. Ma se Marotta e Ausilio decidessero di investire sul classe 1997, la scelta non sarebbe assolutamente sbagliata.