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Bodo Glimt Inter, Bjortuft non ha paura: «Contro i nerazzurri un’altra sfida da superare. Ora gli avversari hanno più rispetto per noi…»

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Bodo Glimt Inter, parla Bjortuft, difensore della squadra norvegese, in vista della sfida di Champions League

Intervistato da Flashscore, Odin Bjortuft, difensore del Bodo Glimt, ha parlato così alla vigilia della delicata sfida di Champions League contro l’Inter. Ecco, di seguito, tutte le sue parole.

Sulle partite, contro Manchester City e Atletico Madrid, giocate durante la pausa del campionato norvegese: «Penso che sia stato sia positivo che negativo. Preferisco giocare regolarmente e avere un ritmo partita, ed è una delle difficoltà che dobbiamo affrontare per come è strutturata la nostra stagione. Ma allo stesso tempo abbiamo il lusso di avere molto tempo per prepararci contro avversari diversi, e questo è sicuramente un grande vantaggio per noi quando affrontiamo squadre in Champions League che, sulla carta, sono molto, molto migliori di noi».

Sulle squadre che arrivano e devono fronteggiare il grande freddo: «Ora le squadre sono più preparate quando vengono a Bodo. Qualche anno fa, le squadre europee venivano a Bodo senza sapere cosa aspettarsi e non erano così preparate. Ora, quando vengono qui, sanno cosa li aspetta, anche in termini di condizioni climatiche, quindi il vantaggio di giocare in casa non è così grande come in passato. Le grandi squadre che ci affrontano hanno molto più rispetto rispetto a prima e sanno che potrebbero andare incontro a un duro test. La storia del Bodo/Glimt è stata ampiamente trattata dai media dopo che abbiamo raggiunto la semifinale di Europa League e ci siamo qualificati per la Champions League, quindi le grandi squadre ora sanno tutto di noi e non danno più nulla per scontato».

Sulle vittorie contro City e Atletico Madrid: «Ovviamente si è trattato di due partite diverse, perché tatticamente il Manchester City e l’Atletico Madrid sono impostati in modo molto diverso. Ma nel complesso credo che la struttura della squadra, soprattutto in difesa, abbia funzionato molto bene in quelle partite. Nelle partite precedenti siamo sembrati più vulnerabili in difesa. Entrambe le squadre hanno una forza d’attacco straordinaria con giocatori come Haaland e (Antoine) Griezmann, quindi abbiamo dovuto essere estremamente ben organizzati in difesa per gestire la pressione».

Sull’approccio tattico a questo tipo di match: «Kjetil Knutsen vuole che abbiamo fiducia nelle nostre capacità, che siamo coraggiosi e che crediamo di poter essere all’altezza di queste squadre e di questi giocatori; questa è la cosa più importante da comunicare: che non abbiamo nulla da temere. Forse le persone all’esterno la vedono diversamente, ma all’interno del gruppo abbiamo un’enorme fiducia in noi stessi e crediamo che sia giustificato il fatto di aver raggiunto questa fase della competizione».

Su Erling Haaland: «Almeno se si chiede ai norvegesi, Erling Haaland è il miglior attaccante del mondo. È una curva di apprendimento molto ripida dover marcare un uomo come lui, dovendo stare costantemente all’erta per tenerlo sotto controllo; un piccolo errore difensivo e lo perdi. Ma il modo in cui ci siamo organizzati ha fatto sì che non fosse un solo giocatore a coprirlo; avevamo dei rinforzi e il modo in cui abbiamo lavorato molto bene insieme in difesa ha fatto sì che diventasse molto difficile per lui. È stato molto speciale e divertente giocare contro un giocatore di quel livello, ed è sicuramente un’esperienza che mi rimarrà impressa».

Sui festeggiamenti dopo le vittorie in Champions: «È un po’ spaventoso quanto siano diventati normali i festeggiamenti dopo queste vittorie. Certo, è stato un risultato molto importante per il club battere squadre così importanti, e forse i festeggiamenti successivi non hanno rispecchiato questo aspetto. Non abbiamo festeggiato, abbiamo avuto qualche giorno di riposo e poi siamo tornati subito al lavoro. Vogliamo sempre raggiungere l’obiettivo successivo e quello successivo ancora, quindi forse non ci si concentra tanto sui festeggiamenti quanto piuttosto su come superare il prossimo ostacolo».

Sui motivi di queste vittorie: «Penso che sia anche legato all’esperienza. Si tratta di imparare a mantenere la calma in quelle situazioni in cui ci si trova in uno stadio enorme, si ha un pubblico ostile contro di noi e si gioca contro giocatori di livello mondiale. Si tratta di capire come non farsi condizionare da queste circostanze e confidare nelle proprie capacità di portare a termine il lavoro».

Sulla sfida contro l’Inter: «Per noi è un’altra sfida da superare. Abbiamo già affrontato squadre italiane in passato e sono molto, molto forti nella parte tattica del gioco. E sappiamo che l’Inter è ben nota per essere incredibilmente forte in questo aspetto del gioco. Abbiamo visto quanto le squadre italiane possano essere difficili da affrontare quando abbiamo perso in casa contro la Juventus, quindi dobbiamo adattare il nostro stile per non essere colti di sorpresa da loro».

Sull’importanza di aver superato la prima fase della Champions: «Non si può sottovalutare l’importanza che ha per il club e per la città. Si percepisce che in generale ha sollevato lo spirito della città, e il calcio è spesso discusso da tutte le persone nelle strade. Siamo riusciti a mettere Bodo sulla mappa. Prima c’erano probabilmente molti appassionati di sport nel mondo che non sapevano dove si trovasse Bodo, ma sono sicuro che ora lo sanno. È un po’ facile avere la sensazione che siamo un po’ isolati nel nord, quindi in un certo senso sentiamo che non stiamo combattendo solo per il club ma anche per il Paese».

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