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Bergomi analizza i nerazzurri: «L’Inter deve continuare così, ma sulle fasce serve un intervento»

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Bergomi, l’ex capitano e leggenda del club ha commentato negli studi televisivi la filosofia di gioco di Chivu

Dopo la convincente vittoria ottenuta contro il Pisa, il dibattito sulla tenuta tattica della capolista si è acceso nuovamente. Negli studi di Sky Calcio Club, Beppe Bergomi, lo storico “Zio” del calcio italiano e recordman di presenze con la Beneamata, ha analizzato profondamente l’identità data alla squadra da Cristian Chivu, l’ex difensore romeno oggi alla guida tecnica della compagine milanese. Il focus si è concentrato sulla necessità per i nerazzurri di mantenere il controllo del pallone partendo dalle retrovie, una strategia che li differenzia nettamente dai rivali del Milan.

L’analisi tecnica si è poi soffermata su Yann Sommer, l’esperto portiere svizzero dai riflessi felini e fondamentale nel palleggio. La sua presenza è considerata vitale per una squadra che non possiede velocisti puri da contropiede, ma che punta a una manovra avvolgente. Tuttavia, sono emerse critiche sulla gestione della fascia destra, dove Luis Henrique, il giovane esterno brasiliano arrivato per offrire varietà tattica, sta faticando a convincere il pubblico di San Siro. Il confronto con Denzel Dumfries, il potente laterale olandese capace di garantire un apporto costante in termini di gol e assist, mette in luce una carenza di alternative incisive per la rosa di Cristian Chivu.

PORTIERE – «Le parole di Chivu su Sommer? Le avversarie sanno che l’Inter usa parecchio il portiere: anche l’Arsenal martedì continuava l’aggressione su di lui. A differenza del Milan, l’Inter ha bisogno di partire da dietro e avere il controllo: non ha giocatori di contropiede, ha giocatori di costruzione. Ti avvolge, palleggia e ti abbaglia come gioca, ma deve giocare in questo modo. Avere uno come Sommer in costruzione per l’Inter è troppo importante».

LUIS HENRIQUE – «Ci siamo passati tutti dal brusio di San Siro. Era stato preso come alternativa a Dumfries, però negli ultimi trenta metri fa la giocata semplice: vuol dire passaggio indietro o un cross in mano al portiere. Quando fa buone partite? Col Como, che ti viene a prendere e lascia spazi, ma è troppo poco. Di Dumfries vedi le potenzialità, arriva a 7-8 gol: sulle fasce l’Inter deve intervenire e prendere un’alternativa».

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