Hanno Detto
Akanji si confessa alla SRF: «Il trasferimento all’Inter il più complicato della mia carriera. Futuro? Nessuna certezza ma…»

Akanji, difensore dell’Inter, si è raccontato in una lunga intervista al programma Gedrig Direkt su SRF: le dichiarazioni
In un’intima intervista per il programma Gedrig Direkt su SRF, Manuel Akanji si è raccontato a cuore aperto. Il difensore dell’Inter, pilastro della squadra di Cristian Chivu capolista a 61 punti, ha ripercorso le tappe del suo approdo in nerazzurro, sottolineando come la pressione di Milano sia benzina per la sua ambizione.
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TRASFERIMENTO ALL’INTER E SE SI E’ AMBIENTATO – «Adesso sì. All’inizio era stressante perché tutto accadeva all’ultimo minuto. Mia moglie e i miei figli sono al centro di tutto. Per fortuna, ne avevamo parlato a fondo in anticipo. Io in colpa per la mia famiglia? Un po’. Ma è stato anche il trasloco più difficile finora. Quando ci siamo trasferiti a Manchester, avevamo solo il nostro figlio maggiore. Ora ne abbiamo tre».
DECISIVO IL RUOLO DELLA MOGLIE – «Assolutamente. Niente di tutto questo funzionerebbe senza mia moglie. E la sua vita quotidiana è più stressante della mia, soprattutto mentalmente».
DECISIONE DI LASCIARE IL MANCHESTER CITY – «Il Manchester City si è ritrovato improvvisamente con sei difensori centrali in forma in estate, ma solo due potevano giocare. Quando poi non ho giocato all’inizio della stagione, ho valutato le mie opzioni con il mio agente. I club spesso pretendono lealtà dai propri giocatori, ma non sempre la offrono loro stessi. Pertanto, a volte i giocatori devono prendere decisioni egoistiche che non sempre vengono comprese da chi è esterno al club».
PREOCCUPATO PER IL FUTURO – «No, ma ci sono molti punti interrogativi. Cosa succederà in estate? Finirò in un altro club? Ma in questo momento, la mia attenzione è tutta sull’Inter».
RIGUARDARE LE PARTITE – «Sì. Riguardo sempre le mie partite per imparare dai miei errori. Almeno ci provo. Certo, non so tutto».
ABILITA’ MATEMATICHE – «Molte persone associano il calcolo mentale all’intelligenza, ma essere intelligenti significa molto di più».
INFLUENZATO DALLE CRITICHE – «No. Come atleta, devi anche affrontare tutto. Non puoi dare troppa importanza né agli elogi né alle critiche dei media».
SOGNO DA BAMBINO – «Diventare un calciatore professionista era il mio sogno. Ci credevo e sono felice e orgoglioso di essere arrivato fin qui. Ma ci è voluto il sostegno della mia famiglia. Fiducia in me stesso che nasce da questo? Probabilmente. I miei genitori mi hanno instillato il rispetto per gli altri e l’orgoglio per me stesso».
DOVE PUO’ ARRIVARE LA SVIZZERA AL MONDIALE – «Speriamo più degli ottavi di finale. Sì. Sono sempre felice di giocare per la Svizzera».
BOICOTTAGGIO DEL MONDIALE – «Non sono particolarmente coinvolto sulle faccende politiche. Ma una cosa è chiara: tutti dovrebbero essere trattati allo stesso modo, indipendentemente dalla loro origine o dal loro aspetto. Spero che i nuovi tifosi non abbiano problemi».
TATUAGGIO DIMOSTRAGLI CHE SI SBAGLIANO – «Da giovane giocatore, mi sono rotto il legamento crociato anteriore e alcuni dubitavano del mio ritorno. Ma ero sempre convinto che sarei tornato ancora più forte, ed è esattamente quello che è successo. Il tatuaggio risale a quel periodo».
DIFFERENZE TRA L’AKANJI 18ENNE E QUELLO DI OGGI – «Un tempo desideravo abiti firmati e l’ultimo iPhone. Oggi, il lusso non è più importante per me».
ALLENATORE IN FUTURO – «No. Preferirei una vita prevedibile e del tempo da dedicare alla mia famiglia».