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Akanji riflette sul momento attuale: «Inter? Mi sono ambientato in fretta. Dopo il prestito mi piacerebbe…»

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Akanji, protagonista di un’intervista in patria, parla della sua attuale esperienza con la maglia dell’Inter. L’ex Manchester City fa sognare i tifosi

In una recente intervista con Luzerner Zeitung, Manuel Akanji, difensore centrale dell’Inter, ha condiviso i suoi pensieri sul suo periodo con i nerazzurri, parlando della sua adattabilità alla squadra, delle sue aspettative per il futuro e del rapporto con il compagno di squadra Yann Sommer. Akanji, che si è unito all’Inter durante il mercato estivo, ha espresso soddisfazione per la sua crescita in Serie A, evidenziando l’importanza del lavoro quotidiano per adattarsi al gioco dei nerazzurri. Inoltre, il difensore ha rivelato quanto il portiere svizzero, recentemente arrivato dall’Inter, stia influenzando positivamente la sua esperienza in Italia.

OBIETTIVI – “Hai bisogno di obiettivi per arrivare dove vuoi. Ho commesso molti errori da bambino, ma sono ancora dove sono oggi. Bisogna commettere certi errori per imparare da essi, purché non siano troppo disastrosi. Per me, da bambino, però, la cosa più importante era che mi piacesse quello che facevo. E mi piace ancora molto oggi.”

TRASFERIMENTO – “All’inizio ci siamo trasferiti da un hotel all’altro, poi in due Airbnb e, temporaneamente, in un appartamento. Siamo nella nostra casa definitiva da dieci giorni. Il trasloco è stata la parte più difficile per i nostri tre figli, e dobbiamo anche trovare loro una nuova scuola. Ci sono ancora molte cose da sistemare, ma sta andando tutto molto bene. Anche se tutto è successo così in fretta, sono comunque riuscito a salutare il Manchester City più tardi. Ho organizzato una cena per i giocatori e sono venuti quasi tutti.”

INTER“Mi sono ambientato bene, il che è naturalmente più facile perché sto giocando. Le cose stanno andando bene, siamo finalmente in testa alla classifica e sarei felice di rimanerci. Il calcio in Italia è diverso da quello in Inghilterra. La Serie A è meno fisica della Premier League. Molte squadre italiane giocano con un 3-5-2 o qualcosa di simile, ci sono meno esterni veloci. Il gioco è anche più controllato e prevede più cross dalle fasce al centro. Questo mi si addice, e penso che le mie prestazioni finora siano state buone. Chissà cosa succederà la prossima estate? Per come stanno le cose, però, mi piacerebbe molto rimanere all’Inter dopo la fine del prestito.”

SOMMER –  “Mia moglie era a casa dei Sommer mercoledì sera. Ho un ottimo rapporto con Yann, proprio come con la nazionale; passiamo molto tempo insieme. All’inizio, quando non avevo la macchina in Italia, mi ha dato un passaggio all’allenamento. Viviamo a pochi minuti a piedi l’uno dall’altro. Mi chiede spesso della nazionale e dei miei compagni; è ancora molto interessato a tutto questo. Ma non ho la sensazione che Yann si penta di essersi ritirato dalla nazionale: si sta anche godendo il tempo libero che ha ora.”

SVIZZERA – “Il mio ruolo non è cambiato molto; avevo voce in capitolo anche prima di diventare vice-capitano. Ma non si tratta di me, ma di noi come squadra. Certo, se c’è qualcosa che deve essere cambiato, o se Granit Xhaka e io sentiamo di dover affrontare qualcosa, allora lo faremo. Ma alla fine, dobbiamo collaborare tutti. Mi piacerebbe partecipare al mio terzo Mondiale; spero che accada. Ho già giocato in Champions League con diverse squadre, ma un torneo importante è qualcosa di più grande perché senti il ​​sostegno di tutto il Paese.

ESTERO – “In definitiva, sono solo un giocatore. Ma non sono un grande fan di una partita di Serie A giocata in Australia. Viaggiamo già molto, soprattutto quando giochi a livello internazionale. L’Australia è molto lontana, in più c’è il jet lag e il fuso orario. Preferirei giocare nel mio Paese, anche se capisco che il campionato voglia allargare il suo raggio d’azione e espandersi a livello internazionale. Per quanto riguarda la Coppa del Mondo, credo che ci sia un motivo per cui finora ci sono state solo 32 squadre. Se ce ne saranno di più, la qualità diminuirà un po’. Lo abbiamo visto anche in Champions League”.


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