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Adani, duro su Milan Lazio: «Morto il mestiere dell’arbitro!». Le parole del telecronista sui social

Adani interviene dopo l’episodio del finale a San Siro: il suo commento tra meriti del Milan e critiche alla gestione VAR
Lele Adani, ex difensore dell’Inter e oggi opinionista molto seguito sui social, è intervenuto su Instagram per analizzare il finale rovente di Milan Lazio, gara vinta 1-0 dai rossoneri grazie al gol di Leão. Il match è stato segnato da un episodio discusso: il presunto tocco di mano di Pavlovic nel finale, valutato non da rigore dopo la revisione al VAR da parte dell’arbitro Collu.
L’ex nerazzurro non ha usato mezzi termini, criticando duramente l’operato arbitrale. «Oggi muore ufficialmente il mestiere dell’arbitro», ha scritto sui propri canali, aprendo il suo sfogo. Adani ha però voluto distinguere i piani, riconoscendo prima di tutto i meriti del Milan: «Il Milan ha meritato di vincere». Una premessa chiara prima di entrare nel merito del caso.
Per l’ex difensore, infatti, il fallo di mano contestato non rappresentava un’infrazione: «Per me non è mai rigore», ha ribadito. Il bersaglio delle sue critiche non è dunque la squadra vincitrice, quanto il metodo adottato dalla direzione arbitrale nel momento cruciale del match.
Adani ha poi affondato il colpo nella parte finale del suo intervento, denunciando quella che a suo avviso è una deriva preoccupante nel ruolo del direttore di gara: «Quando si inventa una cosa per scappare dalle proprie responsabilità, si sceglie di tradire il proprio mestiere», ha scritto, indicando nella gestione dell’episodio un atto che mina la credibilità della categoria. Una credibilità che, secondo lui, «era già pari allo zero o poco più».
La conclusione è una sentenza severa: per Adani, l’arbitro che decide di delegare o distorcere il proprio giudizio ha ormai «arrivato al capolinea». Una posizione netta che alimenta il dibattito su VAR, interpretazioni e centralità del direttore di gara, destinato a far discutere ancora a lungo.