Hanno Detto
Adani tra lo scandalo arbitri e il primato dell’Inter: «Vincere giocando è l’unica via»

Adani commenta l’inchiesta sulla Procura di Milano e difende l’identità tattica della squadra di Cristian Chivu
Negli studi de La Nuova Ds, Daniele Adani ha espresso un giudizio netto e accorato sulla tempesta che sta travolgendo l’Associazione Italiana Arbitri e il designatore Gianluca Rocchi. L’ex calciatore non ha nascosto la propria amarezza per l’ennesima ombra che si allunga sul movimento calcistico nazionale, distinguendo però tra le diverse ipotesi di reato che la Procura sta vagliando, dal sistema di segnali in sala VAR fino alle presunte designazioni pilotate.
Ecco le parole di Adani sul caso che scuote l’AIA: «Da appassionato sono un po’ triste, sconcertato, incredulo. Non sappiamo nulla, ma sono deluso perché il calcio che amavamo viene sempre sporcato. Al di là del malessere generale condiviso con tutti gli appassionati, ci sono due filoni e vanno divisi. Il primo è grave, quello di eventuale favoritismo sulle designazioni, lì dovremmo davvero fermarci. L’altro è quello del possibile intervento sui varisti, sicuramente passibile di provvedimento ma la peggior cosa del calcio italiano quest’anno è stata il Var, un disastro, per cui intervenire per cambiare l’esito di decisioni disastrose, se fatto in buona fede, non sarebbe stata la cosa peggiore».
Adani, il DNA dell’Inter di Chivu: oltre la miglior difesa
Passando all’analisi tecnica, Adani ha minimizzato l’impatto del pareggio ottenuto dall’Inter contro il Torino, sottolineando come la marcia verso lo scudetto della squadra di Cristian Chivu resti inarrestabile. Secondo l’opinionista, la forza dei nerazzurri risiede in una proposta di gioco coraggiosa e offensiva, capace di superare i vecchi dogmi del calcio italiano legati esclusivamente alla solidità difensiva.
Sulla mentalità della capolista, Adani è stato categorico: «Credo sia un pari da vedere nel complesso, l’Inter vincerà il campionato con quattro o tre giornate d’anticipo. Non è scontato. Poi si può valutare quanto hanno mollato gli avversari, ma Chivu è stato chiaro nel dire che basta parlare del fatto che vince la miglior difesa. Ha insistito dicendo che le squadre vanno ad alta intensità, pressano, cercano di fare tanti gol. Perdi degli scontri diretti ma se giochi sempre per vincere puoi cadere, è la settima stagione di fila che l’Inter fa cento gol. L’Inter merita, punto. Ha una differenza reti alta perché può subire qualche gol in più, non ha la miglior difesa, ma gioca per attaccare. Negli anni l’Inter si è costruita. Torna ad essere competitiva con Spalletti, Conte gli dà la mentalità decisiva per lo strappo e vince. Da lì parte, non ha raccolto tanto in campionato ma ha fatto due finali di Champions. Chivu eredita, aggiunge del suo e vince giocando. Si vince così. Per vincere devi meritare e per meritare devi giocare».