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Abete: «Norme Ue per gli italiani in campo? Conte, io presidente e commisariamento: vi spiego»

Abete: «Norme Ue per gli italiani in campo? Conte, io presidente e commisariamento: vi spiego». Segui le ultimissime
Il futuro del calcio italiano passa inevitabilmente dalla valorizzazione dei vivai e da una revisione profonda delle normative vigenti. In occasione della presentazione del progetto nazionale “Vinciamo Insieme”, tenutasi presso il prestigioso Grattacielo Piemonte di Torino, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete ha rilasciato dichiarazioni importanti. Abete ha acceso i riflettori sulle criticità che frenano la crescita dei talenti nel nostro Paese.
PAROLE – «Ci sono norme dell’Unione europea, il calcio non ha visto riconosciuta nessuna specificità e viene considerato un’attività come tutte le altre a livello di lavoro dipendente. Tutti i tentativi fatti nel tempo per determinare l’obbligo sull’utilizzo dei giovani hanno trovato sempre un ostacolo normativo insuperabile».
«Dobbiamo essere attenti a non far diventare praticabile qualcosa che non lo è, perché in qualche modo contrasta con le normative europee. Dobbiamo avvalerci di una dimensione di capacità di autogestione e di scelta collegata al fatto di utilizzare maggiormente i giovani soprattutto nelle serie maggiori».
«Bisogna partire dai contenuti e non dai nomi: si chiede un progetto che abbia senso per recuperare un livello di competitività che è venuto meno. Ci dobbiamo porre un problema, una riflessione sulla Nazionale e sul calcio italiano ad ogni livello, perché c’è un problema generale e non isolato: c’è stato un arretramento del calcio italiano anche in Champions League, con l’Atalanta che è stata l’unica a raggiungere gli ottavi di finale».
«Una squadra di Serie C può giocare con undici stranieri e non si possono imporre obblighi, non si può imporre nulla a livello di calcio professionistico. Antonio Conte ct? Ha fatto bene e siamo stati competitivi agli Europei, è un tecnico di primissimo livello, ma non lo devo dire io».
«Io di nuovo Presidente FIGC? Non mi pongo il problema di tornare, il mio nome sarà stato citato per ordine alfabetico. Serve una riflessione strategica sul calcio in Italia: non è solo questione di risultati della Nazionale. Commisariamento? tecnicamente in questa circostanza non è previsto e non è possibile, solo in caso di gestione amministrativa impropria, ma non su questioni sportive».