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Zazzaroni e il caso Rocchi: «Perché le denunce arrivano solo da chi è stato fatto fuori dall’AIA?»

Zazzaroni, noto giornalista, ha analizzato l’inchiesta arbitri scoppiata nelle ultime ore: la posizione del giornalista su Rocchi
Attraverso un lungo post su Instagram, il direttore del Corriere dello Sport ha sollevato interrogativi pesanti sulla tempistica delle accuse che hanno travolto Gianluca Rocchi. Zazzaroni ha posto l’accento sulla natura delle denunce:
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PAROLE – «Premessa: perché a denunciare eventuali malefatte arbitrali (da provare) sono sempre arbitri o guardalinee fatti fuori dall’Aia? Perché non denunciano quando sono ancora in attività? Ah, saperlo… Seguendo Milan-Juve non riuscivo a non pensare ai tifosi che avevano pagato 139 euro una curva, secondo anello, ma anche alla valanga di merda che un’indagine al di sotto di ogni sospetto ha scaricato su Gianluca Rocchi. Non ho una grande considerazione della categoria arbitrale e devo dire che i fatti mi danno troppo spesso ragione. Ci sono anche quelli bravi, certo, ma la maggioranza degli approdati al “professionismo” è composta da soggetti vittime del loro narcisismo ai quali un giorno apparve l’arcangelo Agnolin invitandoli a fischiare tanto e a estrarre cartellini. Con il passare delle stagioni, però, quella che era una vocazione si è trasformata per tanti in un lavoro di irrinunciabili visibilità e guadagni con annessi (e connessi) gli elementi e le distorsioni di un mestiere vero e proprio.
Prendersela con Rocchi è normale e anche un po’ sadico , essendo lui il designatore, ovvero il volto riconoscibile della categoria. Di una categoria che avrebbe dovuto essere rifondata 5 anni fa dopo lo scandalo D’Onofrio e che non ha saputo gestire la ripartenza e la novità del Var finendo per farsi con fondere da malumori, pressioni e interessi. Rocchi si è subito autosospeso e credo che abbia deciso di chiudere col mondo arbitrale. «Lotterò con tutto me stesso per la persona, non per il designatore», gli hanno sentito dire. Spero che da questa vicenda esca pulito (per me lo è): il più grosso errore che ha commesso è stato quello di credere di poter sopravvivere a una faida tra clan. Il settore, un autentico verminaio. Spero inoltre che il presunto scandalo non venga strumentalizzato da chi non vuole arrivare alle elezioni presidenziali poiché punta al commissariamento della Federcalcio. Confido sempre e comunque nel buonsenso e nella correttezza del Ministro Abodi che dovrebbe finalmente confrontarsi con i due candidati. Il commissariamento autorizzerebbe la politica a mettere le mani sul calcio».