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Il dramma dell’ex Inter, un vero incubo: “Ha un problema grave”

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L’ex calciatore dell’Inter svela il problema di salute che lo ha portato a rischiare la vita: il ricovero in ospedale e la terribile diagnosi

Ci sono momenti in cui la vita ti scorre davanti veloce, momenti durante i quali ripercorri tutto quanto ti è successo. Momenti in cui devi trovare la forza di andare avanti, non perdere la speranza, anche se è tutto così difficile.

Momenti come quelli vissuti da Sebastien Frey, ex portiere dell‘Inter, che ha raccontato di essere stato molto male.

Il suo racconto è il viaggio in un vero e proprio incubo: i primi sintomi, il ricovero in ospedale, la terribile diagnosi e poi le cure che non fanno effetto e la paura di morire che prende il sopravvento.

L’ex estremo difensore racconta tutto nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, si lascia andare al ricordo di quei momenti che vorrebbe completamente cancellare dalla propria vita, ma che invece rappresentano un ricordo indelebile.

Tutto inizia con un sintomo universale come la febbre, solo che in questo caso la temperatura non accennava a diminuire. “Ho avuto febbre a 40 e convulsioni per due settimane – il racconto di Frey nel corso dell’intervista -, sudavo e avevo i brividi”. Inevitabile il ricorso in ospedale, dove però arrivare la terribile diagnosi: “Signor Frey, ha un problema grave ma non capiamo cosa sia”. In incubo” svela l’ex calciatore.

Frey, malattia autoimmune: “Ho avuto paura di morire”

Tutto è avvenuto nel 2019 e l’ex portiere dell’Inter non nega di aver temuto per la propria vita.

“Ho avuto paura di morire – continua a raccontare -. Tornato a casa, la situazione non migliorava”. Anzi, i sintomi sono peggiorati: “Una mattina, mi sono svegliato è il corpo era immobilizzato, riuscivo a muovere solo la testa”.

Frey con Del Piero e Cannavaro
Frey racconta la sua malattia (Instagram Sebafrey) – Internews24.com

Inevitabile pensare al peggio, anche perché i medici quando gli comunicarono che era una malattia autoimmune, furono chiari: “Il dottore mi disse: “Può essere mortale“. Logico dunque chiedersi se stesse davvero per finire tutto: “Ho chiesto anche al notaio di prepararmi il testamento. Per fortuna è rimasto sigillato”.

Un momento particolarmente complicato, giorni di paura e apprensione che per fortuna ora possono essere raccontati. Per Frey, 47 presenze con l’Inter tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del duemila, solo un triste ricordo, un’esperienza che ha segnato la vita, ma che fortunatamente è stata superata senza conseguenze.

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