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Condò e l’analisi del successo nerazzurro: l’Inter, Chivu e uno Scudetto… nascosto

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Condò commenta l’atteggiamento del tecnico nerazzurro e la mancanza di reali sfidanti per il titolo

Il successo dell’Inter sul campo del Como non ha solo blindato il primato in classifica, ma ha anche acceso il dibattito sulle dichiarazioni post-partita di Cristian Chivu. Il tecnico nerazzurro, parlando con il sorriso, ha preferito citare il traguardo della qualificazione in Champions League piuttosto che nominare apertamente lo scudetto, ormai a un passo. Un atteggiamento che Paolo Condò, nel suo editoriale per il Corriere della Sera, interpreta come un segno di maturità e malizia: «È un’uscita che segnala come siano cresciuti i canini anche a lui, dopo un apprendistato da allenatore light e la caduta sul caso Bastoni».

Secondo il noto giornalista, quella di Chivu è una battuta che punge, poiché evidenzia un’anomalia del campionato attuale: l’Inter si avvia a vincere con merito, ma in un contesto dove le avversarie sembrano aver rinunciato troppo presto alla lotta per il vertice. Condò sottolinea come, diversamente dal passato, oggi le grandi squadre tendano ad abbassare l’asticella degli obiettivi stagionali per evitare pressioni eccessive.

Il ripasso di Condò: perché solo l’Inter ha l’obbligo di vincere?

L’editoriale analizza le posizioni delle altre big, ricordando che ad agosto le ambizioni erano ben diverse per tutti. Il Napoli di Antonio Conte, reduce dallo scudetto e da una campagna acquisti imponente, non poteva nascondersi, ma ha ridimensionato le pretese ai primi passi falsi. Allo stesso modo, il Milan ha mantenuto una linea prudente: «Allegri ripete dall’insediamento che gli è stata chiesta la Champions, non altro. Il primo a riparlare di scudetto, per una fuggevole settimana, fu Spalletti nell’atto di prendere la Juve. La squadra lo convinse a non menzionarlo più».

Il quadro che emerge è quello di un calcio italiano dove la cultura della vittoria a ogni costo sembra essere svanita tra le inseguitrici. Condò conclude con una riflessione amara sulla competitività della Serie A: «Una volta Juve, Milan e Inter inseguivano lo scudetto senza se e senza ma. Oggi non più, e agli allenatori non è parso vero di potersi adeguare». In questo scenario, l’Inter di Chivu rimane l’unica formazione ad aver accettato e onorato l’obbligo della vittoria, avviandosi verso un tricolore che appare tanto meritato quanto solitario.

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