Hanno Detto
Bosnia Italia, Caressa e Zazzaroni rivelano il loro pronostico: «La sfida finirà con questo risultato. A segnare sarà…»

Bosnia Italia, tra ottimismo e timore: i dubbi e il pronostico di Caressa e Zazzaroni per la delicata sfida verso il Mondiale
Con il campionato fermo per la sosta, l’attenzione è tutta rivolta a martedì 31 marzo, quando l’Italia di Gattuso si giocherà l’accesso ai Mondiali a Zenica contro la Bosnia. Dopo il successo per 2-0 sull’Irlanda del Nord, l’atmosfera si scalda anche nei salotti televisivi, dove Fabio Caressa e Ivan Zazzaroni hanno provato a ipotizzare l’andamento del match. Caressa si è mostrato decisamente ottimista: «Vince 1-3 l’Italia», ipotizzando persino i protagonisti dell’azione, con un gol di «Esposito per esempio su cross di Palestra».
Bosnia Italia, il nodo tattico e la staffetta Retegui-Esposito
Più cauto e analitico Ivan Zazzaroni, che vede una partita sofferta e mette in dubbio la condizione di alcuni singoli: «Credo che Esposito giocherà dal primo minuto perché Retegui lo vedo maluccio, da tempo. Si è anche allenato da solo un po’ prima per recuperare la condizione, ma credo che poi siano più compatibili anche Esposito e Kean insieme». Secondo il direttore del Corriere dello Sport, la sfida si risolverà sul filo del rasoio: «Secondo me a Zenica vinciamo 1-0 ma con tanta fatica e nei supplementari secondo me, così ci caghiamo sotto perbenino».
Il dibattito si è poi spostato sul sistema di gioco di Gattuso, con molti tifosi che chiedono l’abbandono della difesa a tre. Caressa ha sottolineato le difficoltà strutturali di questa scelta: «Dobbiamo valutare perché siamo l’unica Nazionale ad impiegare il 3-5-2 ed è per questo che facciamo fatica a trovare giocatori all’estero che si adattino a questo modo di giocare con l’esterno a tutta fascia». Zazzaroni ha concluso con una riflessione sulla qualità della rosa: «Manca un Totti, un Del Piero, che faccia ogni tanto una giocata strana, qualcosa di diverso. Per il resto siamo squadra, non eccezionale ma non siamo scappati di casa».