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Fabregas a Mediaset: «Orgoglioso dei miei ragazzi, fermata la capolista. Inter favorita al ritorno? Penso solo che…»

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Fabregas, tecnico del Como, ha commentato il pareggio ottenuto nella semifinale di andata di Coppa Italia contro l’Inter

Al termine dello 0-0 del Sinigaglia, un soddisfatto Cesc Fàbregas ha commentato la semifinale d’andata di Coppa Italia ai microfoni di Mediaset.

Il tecnico dello spagnolo ha elogiato la prova di carattere del suo Como, capace di fermare la squadra di Cristian Chivu nonostante le pesanti assenze di Morata e Kempf.

PAROLE – «Il risultato è quello che è, nel globale della partita avremmo potuto fare un gol e siamo stati più vicini noi a segnare. E’ stata una partita tattica contro la squadra più dominante della Serie A, abbiamo fatto la partita che volevamo fare. Siamo stati compatti, abbiamo avuto tre grandi chance, quella di Valle è più difficile sbagliare che fare gol. Vedo molto l’Inter, negli ultimi 4-5 anni, l’ho già detto, è una squadra molto dominante e oggi ha fatto un solo tiro. Quando fai una partita contro una grande squadra sei soddisfatto ma con un po’ di amarezza. La rivincita è per i perdenti, magari aspettano che perdi e poi saltano sul letto. La gente intelligente è quella che ha fame e che ha umiltà, sempre aperta a sentire le opinioni ma dobbiamo remare, mancano 12 partite, speriamo 13 e dobbiamo riposare bene perché un’altra volta giochiamo sabato alle 15 e l’Inter invece domenica. Speriamo di riposare bene. So che noi siamo il Como e loro l’Inter, la mentalità è diversa in questo momento. Stiamo provando ad alzare l’asticella, ci siamo guadagnati il merito di andarci a giocare una finale di Coppa Italia a San Siro, se l’avessimo detto due anni fa nessuno ci avrebbe creduto. Ci sono tante partite prima del ritorno, questa è una domanda più per Chivu perché hanno fatto una partita diversa rispetto al solito. I miei ragazzi hanno fatto una grande gara. L’idea è di costruire un progetto, abbiamo iniziato il percorso, la strada, chiamiamolo sogno. L’anno scorso abbiamo fatto cambiamenti a gennaio, dopo 12 anni ho visto una crescita molto importante. Si può continuare con umiltà e con i piedi per terra. Non posso dire bugie, il sogno è magari un giorno lottare per qualcosa di più».

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