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Capello sulla Champions: «Sconfitte? Ci sono tre motivi. Mentre l’Inter si lamentava il Bodo correva, qui c’è questa scusante»

Capello ha analizzato tra le colonne della Gazzetta dello Sport la disfatta dei tre club italiani impegnati nei playoff di Champions. Queste le parole
Fabio Capello, ex allenatore e opinionista, ha analizzato la sconfitta dell’Inter contro il Bodo/Glimt nel primo round dei playoff di Champions League, sottolineando le chiavi che hanno determinato il ko delle squadre italiane in campo europeo.
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Capello ha evidenziato tre fattori determinanti: forza fisica, velocità nel gioco e continuità, ma ha anche affrontato il tema dell’intensità, dei contatti fisici e delle decisioni arbitrali.
LE CHIAVI DEL FALLIMENTO EUROPEO – «Tre chiavi: forza fisica, velocità nel giocare il pallone, continuità di gioco. E vale per tutte: Inter, Juve, Atalanta».
L’INTENSITÀ E I CONTATTI – «L’intensità un altro problema? Certo. Ieri l’Inter si lamentava mentre il Bodo correva, qui c’è sempre la scusante del contatto, della spintina. Colpe da condividere tra i giocatori che simulano e gli arbitri che abboccano. Se io mi butto a terra e vengo premiato, significa che tutto viene concesso. E in Europa non funziona così».
L’ANALISI DELLA PARTITA CON IL BODO/GLIMT – «Se mi avessero detto che la partita contro i norvegesi sarebbe andata così, mai ci avrei creduto. Conoscevo le difficoltà che avrebbero comportato campo sintetico e freddo, ma sono rimasto sorpreso. Il Bodo già oggi è una squadra molto più sviluppata rispetto a quella che ha battuto il City: non ha permesso all’Inter di fare il suo solito gioco fatto di cambi di campo, aperture e Dimarco che crossa. I nerazzurri hanno bisogno di Federico, non mi spiego perché sia rimasto in panchina per tutta la partita. Forse Chivu preferisce puntare sul campionato piuttosto che sul doppio impegno, forse ha sottovalutato l’avversario, forse la squadra è rimasta influenzata dal caos montato post-Juve».
RIMONTA POSSIBILE AL RITORNO – «Al ritorno non ci sarà Lautaro: assenza che pesa, ma gli attaccanti non mancano. Anche in questo caso ho fiducia perché a San Siro l’Inter potrà giocare come sa. Bisogna fare attenzione al Bodo che di recente ha raccolto vittorie anche fuori casa, ma non è impossibile. Anzi, dico 50-50. Vorrei evitare un’altra “musata” contro dei norvegesi, dopo quella presa dall’Italia…».
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