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Open Var, De Marco ammette l’errore in Inter Juve: «L’espulsione di Kalulu è uno sbaglio, la simulazione di Bastoni…»

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Open Var, Andrea De Marco, incaricato FIGC per le relazioni con i club, ha analizzato a DAZN l’episodio Bastoni-Kalulu in Inter-Juve

Durante l’ultima puntata di ‘Open Var’ su DAZN, i vertici arbitrali hanno affrontato il momento più critico della 25ª giornata: l’espulsione di Pierre Kalulu in Inter-Juventus. In studio, Andrea De Marco (incaricato FIGC per le relazioni con i club) ha analizzato l’episodio che ha spianato la strada alla squadra di Cristian Chivu, ora salda a 61 punti.

PAROLE – «Il contatto è lieve, secondo me la simulazione ci poteva stare. Massima solidarietà ad Alessandro Bastoni e a Federico La Penna per quello che è successo, non è più sport quando si esce dal campo e si tocca la sfera personale: questa è una cosa che va condannata senza se né ma. Le decisioni possono essere discusse, ma le minacce non hanno ragione ci esistere».

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PROTOCOLLO VAR SULLE SIMULAZIONI – «Sul doppio giallo se ne parla da parecchio tempo, è chiaro che se un giocatore viene espulso con un rosso diretto o un doppio giallo cambi bene poco per la squadra. Penso che l’IFAB si riunirà per vedere le varie modifiche da apportare, ci sarà anche questo caso in discussione. Speriamo che già dal Mondiale possa essere sanata questa parte di protocollo perché penalizza una squadra in maniera eccessiva».

LA PRIMA AMMONIZIONE DI KALULU – «Il primo giallo ci stava».

PIU’ COLLABORAZIONE TRA LA SQUADRA ARBITRALE – «In questo caso, l’arbitro La Penna, considerando la velocità dell’azione, è stato tratto in inganno da questo movimento. La squadra arbitrale può aiutare i direttore di gara, l’assistente numero 2 forse era coperto da qualche giocatore, mentre Doveri era tra le panchine. E’ difficile entrare nelle decisione dell’arbitro che ha fatto una scelta con la massima certezza. Qui non avevano certezze».

PAROLE ROCCHI – «Non mi concentrerei sul singolo giocatore, abbiamo visto tanti giocatori di tutte le squadre che cercano di prendere un vantaggio con scene del genere. Succede quando si mettono le mani in faccia e e cadono per terra appena si sentono toccare. E’ da inizio stagione che Rocchi ha chiesto massima collaborazione in tal senso, noi arbitri cerchiamo di punire questi comportamenti ma non è facile valutare determinate situazioni dal campo. Deve esserci la collaborazione di club e giocatori per lavorare al meglio. I giocatori di Serie A sono dei campioni che vengono visti da tanti ragazzini che poi li imitano nei campionati giovanili. E’ una forma di rispetto non solo verso l’arbitro ma anche verso i tifosi e gli avversari. Dobbiamo lavorare ancora molto per non parlare di queste cose ogni domenica».

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