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Damascelli scuote il sistema: «Calcio senza mani pulite. A Marotta va il premio di Pinocchio d’Oro…»

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Damascelli, intervistato a Rai 2, ha parlato così delle tante polemiche dopo Inter Juventus e le dichiarazioni di Marotta

Intervenuto ai microfoni di Rai 2, Tony Damascelli ha alzato sensibilmente il tono della polemica dopo i fatti di Inter-Juventus. Il giornalista ha esordito svelando un retroscena sul designatore arbitrale, criticando aspramente la gestione della FIGC e la mancata presenza di Rocchi a San Siro. «Rocchi aveva detto che sarebbe stato presente, poi ha chiamato i club spiegando che non sarebbe potuto andare; però era a Cagliari-Lecce» ha incalzato Damascelli, suggerendo un clima di poca trasparenza nel sistema federale.

Il pensiero del giornalista si è poi spostato su Alessandro Bastoni, finito al centro della bufera per la simulazione nel match contro i bianconeri. Nonostante il talento del difensore di Cristian Chivu, Damascelli non ha usato giri di parole per commentare la sua posizione in ottica azzurra. «Bastoni va in Nazionale perché questo calcio non ha le mani pulite» ha dichiarato duramente, ricordando come in passato il sistema abbia permesso a figure con pendenze legali o patteggiamenti di vestire la maglia dell’Italia, mettendo in dubbio l’efficacia del codice etico della Federazione.

Damascelli, il “Premio Pinocchio” e il duro scontro con Marotta

L’affondo più pesante è stato riservato a Beppe Marotta, accusato di incoerenza in base ai suoi passati ruoli dirigenziali tra Torino e Milano. Damascelli ha ricordato gli episodi arbitrali del passato, come i casi Calvarese o Pjanic, sottolineando come la narrazione del dirigente cambi a seconda della maglia che indossa. «Il premio Pinocchio d’Oro è già stato assegnato; Marotta ha parlato in modo volgare dei soldi incassati dalla Juventus» ha aggiunto, criticando la mancanza di riferimenti storici completi nelle sue dichiarazioni.

Infine, un monito sul futuro del VAR e sulla giustizia sportiva, chiamando in causa direttamente i vertici come Simonelli e Gravina. Secondo Damascelli, il cambiamento non arriverà dall’interno ma dovrà essere imposto dalla FIFA, poiché il sistema attuale tenderebbe a “lasciare che tutto finisca in cavalleria”. Mentre il Milan di Massimiliano Allegri resta concentrato sul campo, le parole del giornalista gettano nuove ombre sulla regolarità e sull’etica del campionato.

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