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Sabatini, clamoroso retroscena: «Prima di Chivu Marotta ha bocciato la candidatura di De Zerbi». Il motivo è da non credere

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Sabatini, noto giornalista, ha svelato un clamoroso retroscena sulla panchina dell’Inter: Marotta ha bocciato De Zerbi

Il retroscena svelato da Sandro Sabatini aggiunge un tassello fondamentale al “mistero” della scorsa estate, quando l’Inter si trovò improvvisamente orfana di Simone Inzaghi (partito per l’Arabia Saudita tra lo stupore generale). Se oggi Cristian Chivu siede in panchina con 58 punti in classifica e una squadra quasi imbattibile, lo deve anche a un preciso veto comunicativo di Beppe Marotta.

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Secondo il giornalista, la ricerca del sostituto di Inzaghi è stata una corsa a ostacoli che ha visto cadere diversi candidati eccellenti prima di arrivare alla scelta definitiva.

La cronologia dei rifiuti e dei veti

Sabatini ricostruisce così la lista dei papabili sulla scrivania di Marotta e Ausilio:

  • Patrick Vieira: Spinto con forza dai procuratori ma mai realmente vicino a convincere la dirigenza nerazzurra.
  • Cesc Fabregas: Il tecnico del Como è stato l’unico vero “sì” mancato. Fabregas ha ammesso il grande onore della chiamata, ma ha risposto: “Al Como lo dite voi?”, costringendo l’Inter a virare altrove.
  • Roberto De Zerbi: L’attuale tecnico del Marsiglia era il preferito di Piero Ausilio. De Zerbi era pronto a lasciare la Francia per l’Inter, ma Marotta ha bloccato tutto. Il motivo? Non tecnico, ma legato alla gestione della comunicazione, considerata dal Presidente non in linea con lo stile nerazzurro.

La scelta di Chivu: coraggio o azzardo?

Rimasti solo i nomi di Chivu e De Zerbi, Marotta ha puntato tutto sull’eroe del Triplete. Una scelta che all’epoca fu accolta con estremo scetticismo, definita da molti un “azzardo al buio” o un ripiego low cost.

Oggi, però, i fatti danno ragione al club: Chivu non solo ha saputo gestire lo spogliatoio con i valori del club (come sottolineato più volte da Marotta), ma ha creato una macchina da guerra capace di segnare 57 gol in 24 partite e di prendersi 12 punti di vantaggio sulla Juventus. Quel “no” a De Zerbi, nato da una valutazione sullo stile comunicativo, ha finito per consegnare all’Inter l’uomo capace di guidare la carica verso lo scudetto.

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