Hanno Detto
Pastore avverte: «Per lo Scudetto sarà decisiva quella partita. Calendari? L’Inter non si riempie di infortuni. Chivu mi piace per questo motivo» – VIDEO
Pastore è intervenuto ai microfoni di Calcionews24 per commentare la stagione di Serie A. Tra i temi toccati, ovviamente l’Inter. Queste le sue parole
Giuseppe Pastore, noto giornalista, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Calcionews24, parlando di vari temi caldi della Serie A, dalle polemiche sul calendario ai meriti di Chivu e al futuro dello scudetto. Pastore ha espresso il suo parere sulla gestione delle partite da parte degli allenatori, sul ruolo di Chivu all’Inter e sull’importanza del prossimo derby di Milano, che potrebbe essere decisivo per l’esito della stagione.
Nelle ultime settimane è divampata la polemica a livello mediatico sul calendario e sui troppi impegni con Allegri e Conte su posizioni diametralmente opposte. Qual è la tua opinione in merito?
«Io non credo molto al fatto che giocare di più sia un problema. Certamente ci si stanca ma i giocatori si divertono, il loro lavoro è giocare partite di calcio quindi giocarne poche li fa allenare di più ma i giocatori amano più giocare che allenarsi. Il discorso degli infortuni è invece un discorso molto serio che può però essere prevenuto o quantomeno limitato. Non è che chi gioca 50 partite alla fine si riempie di infortuni. Per esempio non capita all’Inter. Ci sono 72 squadre che partecipano all’Europa League e Champions League, che hanno già giocato 8 partite più i campionati più le coppe nazionali, non è che hanno gli infortuni del Napoli o sono falcidiate. Conte questo lo sa benissimo e spesso utilizza polemiche strumentali a volte anche per cambiare discorso, per nascondere errori che anche lui come tutti gli allenatori commette. C’è chi li ammette e chi no ma nessuno è perfetto. Sono polemiche strumentali. Chi gioca poco si lamenta perchè ha tanti giocatori poco utilizzati e quindi è difficile coinvolgerli tutti, chi gioca molto dice che ci si fa sempre male. Nessuno è mai contento. Io preferisco gli allenatori che tengono la testa bassa e lavorano alla Chivu o alla Allegri quest’anno o anche alla Gasperini che l’ha detto che il problema non sono le partite ma gli infortuni. Ripeto, si possono prevenire. Ci sono metodi modernissimi per limitarli, se poi Conte ha fatto male i conti o ha preferito ignorare certi giocatori che andavano coinvolti di più nel corso della stagione forse è anche per questo che ha così tanti infortuni».
Passando a Chivu: a prescindere dallo splendido lavoro che sta facendo all’Inter, volevo sapere da te innanzitutto se l’assenza di un sostituto di Dumfries possa incidere negativamente da qui al termine della stagione e soprattutto cosa ne pensi di tutte le polemiche dopo i fatti di Cremona e la levata di scudi sul possibile 3-0 a tavolino
«Non credo che ci sia molto da discutere: il 3-0 a tavolino non era assolutamente scritto da nessuna parte. Sono più di 30 anni che non si fa più ed è giusto che non si faccia più perchè questo portava anche alcune tifoserie a minacciare i club con metodi di estorsione. Se non mi accontenti su una cosa io ti faccio perdere la partita a tavolino lanciando una monetina addosso a un giocatore. Una barbarie che per fortuna è stata cancellata. Chivu a me piace, non è soltanto apparenza. Innanzitutto è molto bravo a smorzare ogni polemica e a ricondurre il ruolo del calciatore a quello di una persona molto ben pagata che si deve divertire a fare il suo lavoro e soprattutto non deve essere preso da ansie inutili e controproducenti. Il lavoro di Chivu è proprio in opposizione a come era finita la scorsa stagione dell’Inter che fu divorata dall’ansia e dall’aspettativa di una vittoria che poi non è arrivata lasciando tutti molto delusi. Chivu ha lavorato da inizio stagione per cancellare questa scorza di fastidio poi rimane nei tifosi e nell’ambiente perchè i tifosi dell’Inter stanno ora iniziando ad agitarsi in maniera positiva perchè vedono una stagione promettente ma lo era anche lo scorso anno. Bisogna stare sereni ma Chivu e i giocatori lo sanno. Il lavoro di Chivu è tutto improntato sulla responsabilità dei giocatori. Loro sanno benissimo gli errori commessi lo scorso anno, chiaramente non vorranno ripeterli e Chivu non deve aggiungere molto altro. Deve tenere bassa la pressione, ruotarli come sta facendo e come ha fatto in Coppa Italia e sperare che non ci si faccia male. E infine intervenire quando vede che c’è qualche cambio di gerarchia perchè in questo momento secondo me Esposito è davanti a Thuram, Zielinski è davanti a tutti gli altri centrocampisti, e come ha messo Bisseck davanti ad Acerbi. Queste cose le ha notate e le ha assecondate ed è quello che deve fare. L’assenza di Dumfries è pesante ma anche qui il mercato non accontenta gli allenatori e si deve fare di necessità virtù».
A prescindere dalla matematica tu credi che lo scudetto sia già indirizzato o credi ci possa essere un remake del 2022?
«Penso che a decidere il campionato sarà il derby dell’8 marzo. Sarà quella la partita da cui capiremo qualcosa in più. Se il Milan supera il derby con un distacco dai 5 punti in giù, quindi non per forza vincendolo, sarebbe ancora in corsa, soprattutto se l’Inter facesse strada in Champions League perchè ovviamente sappiamo che in questo caso paghi qualcosa in campionato. Se dopo il derby invece l’Inter avrà un vantaggio di almeno 6 punti e avendo già tolto a quel punto gli scontri diretti con Napoli, Juve e Milan la strada sarebbe spianata anche perchè la squadra in questo momento sta affrontando il campionato in maniera molto convinta quindi avere il traguardo non in volata ma chiaramente in posizione di vantaggio darà alla squadra una determinazione ancora maggiore. L’Inter soffre gli scontri diretti. Se li supererà senza danni allora per me sarà tutta discesa secondo me».