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Hanno Detto

Nainggolan si espone: «All’Inter non ero felice, vi spiego cosa non è andato»

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Nainggolan, ex centrocampista belga noto per il suo dinamismo e carisma, ha analizzato il suo difficile passaggio all’Inter

In una recente e profonda intervista rilasciata ai microfoni di Radio Manà Manà Sport, Radja Nainggolan, iconico centrocampista belga che ha legato parte della sua carriera ai colori nerazzurri, ha affrontato temi caldi legati al calcio italiano. Il calciatore ha espresso il suo parere sul possibile ritorno di Francesco Totti, leggendario numero 10 e bandiera assoluta della Roma, all’interno dell’organigramma societario. Oltre alle dinamiche della capitale, il Ninja ha ripercorso il suo periodo trascorso a Milano tra le fila dell’Inter, analizzando con onestà le difficoltà ambientali incontrate e confrontando il livello tecnico della Serie A attuale con quello del passato recente.

IL RITORNO DI FRANCESCO TOTTI E IL MODELLO ZANETTI – «Parlo da suo amico e da persona neutrale. So che se si parla di Roma si parla di Francesco Totti (leggendario capitano e simbolo assoluto del club). Sono stato all’Inter e lì c’era Javier Zanetti (ex difensore argentino e attuale vicepresidente nerazzurro) come vicepresidente, non capisco perché il simbolo di una squadra non possa ricoprire un ruolo così. Con lui ricresce il brand, sarebbe interessante. È un uomo di calcio, è stato in una sola società, non capisco perché non dovrebbe essere la scelta giusta».

IL CALO QUALITATIVO DELLA SERIE A – «Qualitativamente potrei giocare ancora, perché la qualità della Serie A è veramente bassa rispetto a 10-15 anni fa. Prendendo la Roma di oggi, quale giocatore attuale avrebbe giocato ai tempi nostri? Non per togliere niente ai calciatori attuali, ma il livello è questo. Uno fa 10 partite all’Atalanta (club bergamasco di alto profilo) e diventa un fenomeno. Per dire, Emil Holm (terzino svedese ex Dea) è andato alla Juventus, ma non è un nome da Juve di 10 anni fa perché non c’è di meglio».

LE VALUTAZIONI DI MERCATO – «Se Manu Koné (centrocampista francese classe 2001) vale 60 milioni, quale sarebbe stato il mio valore? 150. Io sono andato nel club meneghino per 38 milioni, non scherziamo».

COSA NON HA FUNZIONATO ALL’INTER – «Il primo anno con Luciano Spalletti (tecnico toscano, attuale CT della Nazionale) ho giocato tutte le partite. È un altro ambiente, un’altra popolazione, senza nulla togliere alla qualità della vita di Milano. A me piace il popolo vero, la persona casereccia; andavo alle osterie, io ero così. A Milano non mi sentivo a mio agio. I tifosi del club milanese mi hanno sempre voluto bene e io voglio bene alla società, ma la felicità non è solo il calcio. La prima domanda in conferenza fu se fossi contento: lo ero, ma ero più triste di essere andato via dalla Roma. Sono una persona vera, all’epoca il DS Monchi (dirigente spagnolo) mi chiedeva dei prossimi acquisti. Ero praticamente il capitano, se non giocava Daniele De Rossi (storico mediano e già allenatore giallorosso) la fascia la portavo io».

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