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Petardo Audero, l’ultrà si pente davanti al giudice: «Chiedo scusa ad Audero, alle due società e a tutti i tifosi»

Petardo Audero, l’ultrà responsabile si pente all’udienza di convalida e chiede scusa ad Audero, le due società e i tifosi
Si è tenuta l’udienza di convalida per il giovane sostenitore della squadra di Cristian Chivu, finito in manette con l’accusa di aver lanciato la bomba carta che, lo scorso primo febbraio, ha stordito il portiere Emil Audero. Il ragazzo, assistito dal legale Mirko Perlino, ha risposto alle domande della gip Giulia Marozzi, cercando di spiegare la dinamica di un gesto che ha rischiato di trasformare una partita di calcio in tragedia.
«Chiedo scusa ad Audero, alle due società e a tutti i tifosi» ha dichiarato il diciannovenne durante l’interrogatorio. Il giovane ha ammesso le proprie responsabilità, definendo il lancio del petardo come un’azione che non avrebbe mai dovuto compiere. Ha tuttavia precisato di non aver agito con la volontà di ferire, sostenendo di non aver previsto che il portiere potesse trovarsi così vicino al punto dell’esplosione.
Petardo Audero, richiesti i domiciliari: le indagini proseguono
Mentre la gip si è riservata la decisione sulla convalida dell’arresto e sulla misura cautelare, la Procura ha già delineato i prossimi passi. Il pubblico ministero Francesco Cajani ha avanzato la richiesta degli arresti domiciliari per il ragazzo, in attesa che il fascicolo venga trasferito ai magistrati di Cremona.
Le indagini della Digos, però, non si fermano qui. Gli inquirenti sono al lavoro per analizzare i filmati e identificare i responsabili di ulteriori lanci avvenuti poco prima del fischio d’inizio. «L’interrogato ha raccontato che il lancio in campo di quella bomba carta è stata una cosa che non doveva fare», ma ora la giustizia farà il suo corso per fare piena luce sugli incidenti che hanno macchiato la trasferta dei nerazzurri.
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