Hanno Detto
Biasin analizza il KO europeo: «Perdere contro l’Arsenal è normale, vi spiego perché»

Biasin interviene sulla sconfitta dei nerazzurri contro i Gunners, sottolineando il divario economico e strutturale delle italiane con le inglesi
La recente sconfitta subita dall’Inter in Champions League contro l’Arsenal ha riacceso il dibattito sul reale posizionamento del calcio italiano nel panorama internazionale. Il risultato di 1-3 maturato a San Siro ha messo in luce una differenza di ritmo e risorse che spesso viene dimenticata quando si analizzano le prestazioni dei nerazzurri. Sulla questione è intervenuto il noto giornalista e opinionista Fabrizio Biasin, firma vicina alle dinamiche della Beneamata, che attraverso il proprio profilo X ha offerto una riflessione lucida e controcorrente.
Il divario strutturale con la Premier League
Secondo l’analisi proposta, il successo dell’Arsenal non deve essere letto come un fallimento tattico di Cristian Chivu, ma come la naturale conseguenza di un gap consolidato. Il club londinese, guidato da Mikel Arteta — l’allenatore spagnolo che siede sulla panchina dei “Gunners” da ormai sette stagioni garantendo una continuità progettuale rara — dispone di una potenza di fuoco economica e di un livello di gioco attualmente superiori alla Serie A.
Mentre la società di Viale della Liberazione deve operare in un regime di grande oculatezza finanziaria, i colossi inglesi si permettono mercati multi-milionari. In questo contesto, le imprese passate della squadra meneghina, capace di battere giganti come il Bayern Monaco o il Barcellona e di raggiungere due finali europee in tre anni, dovrebbero essere considerate come “anormali” rispetto alla logica dei bilanci.
L’illusione dei risultati garantiti
La critica di Fabrizio Biasin si sposta poi sulle aspettative dei tifosi e degli addetti ai lavori. Pensare che club senza investimenti massicci debbano costantemente stazionare tra le prime otto d’Europa è, secondo il giornalista, una “pura illusione”. Se l’Atalanta, dovesse riuscire in tale impresa, si tratterebbe di un risultato eroico e non della norma. Esistono almeno sei o sette club nel continente con risorse imparagonabili a quelle italiane, e accettare questa realtà è fondamentale per analizzare correttamente il percorso dei nerazzurri senza eccessive amarezze.
Di seguito, le parole pubblicate dal giornalista sul suo profilo social:
ARSENAL – «Un parere personale (e quindi certamente discutibile) post Inter-Arsenal 1-3. Perdere contro l’Arsenal, oggi, per le nostre squadre è tristemente la cosa più normale del mondo. Perché è più forte, perché è più strutturato, perché si può permettere mercati multi-milionari, perché ha un allenatore in sella da 7 stagioni, perché gioca a un livello superiore. La cosa “anormale”, semmai, è riuscire a batterlo. E magari riuscire a battere pure colossi come Bayern e Barcellona e giocare due finali di Champions in tre anni. Quello sì che è del tutto anormale. Pensare che in assenza di investimenti massicci debba essere consuetudine arrivare nelle prime 8 del gruppone o in fondo alla Champions è pura illusione. Ci si prova in tutti i modi, certo, e a volte ci si riesce ben sapendo che, però, si tratta di eccezioni».