Hanno Detto
Borghi e il suo parere sull’Inter di Chivu: «Domina gli avversari ma non concretizza! In tutte le partite dei nerazzurri…»

Borghi elogia il calcio espresso dai nerazzurri, ma individua un limite nella gestione dei momenti di dominio assoluto
La vittoria dell’Inter a Udine ha confermato la qualità della proposta di gioco sotto la guida di Cristian Chivu, ma ha anche riacceso il dibattito sulla capacità della squadra di chiudere i match. Secondo Stefano Borghi, la bellezza estetica della manovra nerazzurra non sempre si traduce in un punteggio di sicurezza. Il giornalista ha infatti commentato: «Il vero neo che si può trovare all’Inter è sempre il solito: non concretizza troppo questi momenti di dominio totale, di calcio davvero bellissimo che fa, un calcio spettacolare proprio».
Nonostante una superiorità tecnica evidente, il rischio di restare in bilico fino al fischio finale è rimasto concreto. L’Inter ha espresso un calcio spettacolare che però ha prodotto un vantaggio minimo, costringendo il tecnico a interventi cautelativi nella fase finale della gara per evitare beffe impreviste.
Borghi, la mossa Akanji per blindare il risultato
Per sopperire alla mancata finalizzazione del raddoppio, l’allenatore nerazzurro ha dovuto ricorrere a un cambio di assetto strategico. Borghi ha spiegato così la scelta del tecnico: «Alla fine Chivu ha messo Akanji davanti alla difesa per tenere il risultato, perché il 2-0 non era arrivato nonostante questi momenti di dominio che ci sono praticamente in ogni partita».
In conclusione, se da un lato l’Inter si gode i tre punti e una manovra avvolgente, dall’altro resta la necessità di diventare più “cattiva” sotto porta. La capacità di Chivu di leggere il momento e coprirsi con l’inserimento di Akanji dimostra comunque una grande maturità tattica, necessaria per contrastare la rincorsa del Milan di Allegri. Il messaggio di Borghi è chiaro: con un pizzico di cinismo in più, questa Inter sarebbe quasi inattaccabile.