Hanno Detto
Cosmi gioca Inter Milan: «Chivu l’equilibratore, ecco che derby mi aspetto e chi può deciderlo. Vedo una differenza sostanziale rispetto a Inzaghi»

L’ex allenatore, Serse Cosmi, ha fornito una lunga e dettagliata analisi sull’Inter di Chivu e sul Milan di Allegri in vista del derby di domani
Intervenuto sulle colonne di Tuttosport, Serse Cosmi fornisce una profonda analisi sull’Inter di Chivu e sul Milan di Allegri in vista del derby di domani sera a San Siro.
CHE DERBY MI ASPETTO – «Mi aspetto un bel derby! Parliamoci chiaro: se guardiamo le sfide dei primi anni 2000, siamo lontani anni luce. Ma siamo lontani proprio da quel tipo di calcio e dai campioni di quel tempo. Però, in questo momento storico del calcio italiano, questo Inter-Milan può rappresentare qualcosa di incredibile, ci sono tutti i presupposti per assistere a una sfida spettacolare».
SE MI SORPRENDE VEDERE INTER E MILAN AI VERTICI DOPO L’AVVIO STENTATO? – «La stagione non era iniziata benissimo, però col passare delle giornate si è oggettivamente capito come entrambe potessero risalire, anche perché nessun’altra squadra ha mostrato finora una marcia tale da creare distacco, tutte hanno commesso errori e avuto inciampi».
NON MI SORPENDE NEMMENO IL MILAN? – «No. La squadra dal mio punto di vista è stata costruita bene, c’è qualità negli interpreti e nel gioco. In molti, non io, pensavano che Allegri, ricordando la sua ultima Juventus, avrebbe portato un determinato tipo di gioco ed erano preoccupati, ma io non ho mai visto un calcio spettacolare senza i giocatori adatti per farlo».
IN COSA HA INCISO ALLEGRI – «Nei rapporti. La sensazione è che Max abbia un ottimo feeling con la squadra e da lì nasca tutto. Non giriamoci attorno: con Fonseca e Conceiçao c’erano problemi. Allegri ha una carriera e una personalità, non me ne vogliano i due predecessori, superiore e questo i calciatori lo avvertono».
BANALE RIDURRE LA TRASFORMAZIONE DEL MILAN ALL’INNESTO DI RABIOT A SETTEMBRE? – «Assolutamente no, senza dimenticare ovviamente Modric. Se lei mi chiedesse: mister qual è il suo centrocampo ideale? Per caratteristiche e qualità, le direi uno come Modric regista davanti alla difesa, micidiale pure nella lettura delle giocate avversarie; Rabiot interno sinistro per fisico, corsa e tiro; Fofana mezzala destra per dinamicità».
IL TANDEM PULISIC LEAO – «Oggettivamente l’attacco pensato da Allegri non lo abbiamo ancora visto e il Milan ha disputato il 70% delle gare senza uno o l’altro. Leao poi rimane un enigma. Per me non è una follia farlo giocare lì, può può essere una risorsa».
DOPO IL KO CON LA JUVENTUS A METÀ SETTEMBRE DISSI CHE «L’INTER ERA MALATA DALLO SCORSO ANNO». È GUARITA? – «Quell’affermazione era figlia del momento. Aveva perso con l’Udinese e con la Juventus aveva buttato via nel finale un’ottima partita, come fatto in diverse gare della scorsa stagione quando perse punti in maniera scellerata, quindi potevano riaffiorare quei vecchi fantasmi. Oggi direi che la squadra nerazzurra è più vicina alla guarigione e Chivu credo sia stato bravissimo».
OGGI SI VEDE LA MANO DI CHIVU? – «Si, credo che l’Inter ora sia sua. Attenzione: Inzaghi fino ad aprile è stato bravissimo, ma quando perdi in quel modo tre obiettivi realmente concreti non è facile da metabolizzare, è successo qualcosa di scioccante che avrebbe condizionato chiunque. Chivu in pochi mesi si è appropriato dell’Inter, si è dimostrato un tecnico equilibrato in campo, senza stravolgere subito tutto, e un eccezionale comunicatore».
COME DESCRIVERE L’INTER DI CHIVU RISPETTO A QUELLA DI INZAGHI? – «La miglior Inter di Inzaghi faceva tutto molto bene. Purtroppo ci ricordiamo l’epilogo, ma ci scordiamo che Calhanoglu ha avuto quattro, cinque infortuni in stagione, Thuram e Lautaro sono spesso mancati negli ultimi mesi: alla lunga certi giocatori non sono sostituibili. Se devo però evidenziare una differenza fra le due Inter, dico la verticalità e la ri-aggrassione quando perde palla, la squadra di Chivu va subito con forza e veemenza sugli avversari. Però bisogna capire quanto questo sia frutto della condizione fi sica dei giocatori, nel senso che il Calhanoglu di oggi non è quello della seconda metà della scorsa annata. Una squadra di livello come l’Inter, quando sta bene, gira alla grande. E poi ha due alternative in attacco che prima non aveva e che stanno facendo cose straordinarie: di fatto per due mesi non ci siamo accorti dell’assenza di Thuram».
IN COSA POSSONO MIGLIORARE INTER E MILAN – «Il Milan ha più margini, l’Inter è più strutturata. Se guardo alle rose, i rossoneri sono forse contenuti numericamente in difesa e non hanno un altro mancino fisico a centrocampo che sopperisca all’assenza di Rabiot. Un 9? Gimenez è forte, io da tifoso della Roma speravo nello scambio con Dovbyk. L’Inter, se Luis Henrique dovesse continuare a non dare determinate garanzie, penso debba trovare un’alternativa a Dumfries».
LA CHIAVE PER VINCERE IL DERBY – «Leao, da ambo le parti. Il portoghese è il giocatore più imprevedibile che c’è quando prende palla e il più prevedibile quando la palla ce l’hanno gli altri, perché si posiziona in una zona dove vuole essere servito. La sua forza non è essere libero, ma avere campo davanti. Leao è irrazionale e nel calcio l’irrazionalità fa male. Quindi se il Milan riuscirà ad azionarlo, potrà colpire, così come l’Inter se riuscirà con le preventive a contenerlo, potrà limitarlo. E poi Chivu ha Lautaro, il pericolo numero uno».
CHI VINCERÀ? – «Non me lo chieda. Non so dirle neanche chi vincerà lo scudetto. L’Inter, però, ed è l’unica concessione che posso fare, ha dentro di sé più possibilità di altre di poter provare una fuga».

QUOTE INTER MILAN – Tempo di Derby della Madonnina: i nerazzurri vogliono mantenere la testa della classifica e cercheranno la vittoria proprio contro i cugini rivali.
La quota OVER 0.5 (almeno un gol nel match) è data a 8.00 su SNAI grazie alla super quota maggiorata offerta ai nuovi clienti tramite link.
La stessa giocata è quotata 1.05 su Goldbet e 1.03 su Planetwin365.