Hanno Detto
Conferenza stampa Chivu pre Inter Milan: «Dumfries purtroppo non ci sarà, Thuram sta bene! Il derby una partita diversa dalle altre ma bisogna divertirsi. Vi spiego la scelta di non lasciare la squadra in ritiro»

Conferenza stampa Chivu pre Inter Milan: le parole del tecnico nerazzurro alla vigilia del suo primo derby di Milano da allenatore
La conferenza stampa di Cristian Chivu alla vigilia di Inter Milan, primo derby di Milano nella sua giovane carriera da allenatore, match valevole per la dodicesima giornata del campionato di Serie A 2025/26: queste le parole del tecnico nerazzurro. La conferenza avrà inizio alle ore 14:00, noi di InterNews24 la seguiremo live.
QUAL E’ L’ASPETTO SU CUI VOGLIO VEDERE L’INTER CONCENTRATA DOMANI? – «Il derby è una partita diversa perché è bella, è in mondovisione, perché c’è questa rivalità per storia e tradizione. Alla fine si tratta sempre di una partita e bisogna prepararla al meglio, ci sono sempre 3 punti in palio. Capiamo anche ciò che rappresenta per i nostri tifosi, lo stesso vale per quelli del Milan. Capiamo quanto i tifosi tengano ad avere un lunedì sereno, a non subire lo sfottò dell’amico… E per questo è bella, sappiamo l’importanza e quello che da parte nostra vogliamo fare».
OCCASIONE PER DARE UNA SPALLATA PER LO SCUDETTO? – «Sappiamo quella che è la classifica in questo momento, è corta ed ancora presto. Bisogna fare di tutto per prenderci i 3 punti, ed è difficile a prescindere dall’avversario che incontri. Poi il derby è una partita a sé, può succedere di tutto e non esistono favorite! Bisogna entrare in campo con la giusta attenzione sempre, non solo nelle partite da cinque stelle».
COME VIVRO’ QUESTO MIO PRIMO DERBY DA ALLENATORE? THURAM E LAUTARO IN ATTACCO? – «Mi aspettavo questa prima domanda. Essendo un novizio per me è sempre la prima e lo sarà fino alla fine del campionato. E’ una partita come tutte le altre, per fortuna ho avuto modo di viverle dall’altra parte, da giocatore, so ciò che rappresentano e come si vive una settimana del genere. So anche come si vive la giornata prima del derby e quella stessa del derby, con l’attesa che a volte diventa un po’ troppa. Bisogna capire la maturità dei nostri campioni, come la vivono. Spero solo che sarà una partita bella, che sarà divertente. E’ una immagine importante che diamo al calcio italiano in tutto il mondo. Bisogna essere spensierati e avere la giusta correttezza in campo. Thuram e Lautaro? Io non faccio il fantacalcio (ride, ndr)».
COSA TRASFERIRO’ ALLA SQUADRA DOMANI E COSA RISPONDO AD ALLEGRI CHE DICE CHE SIAMO FAVORITI? – «Trasmetto attenzione, determinazione, le stesse cose che ho cercato di trasmettere da quando sono arrivato. Poi so che a livello motivazionale questo gruppo domani offrirà qualcosina in più. Per me questo non è normale perché io questo spirito lo vorrei sempre, anche quando si affronta una squadra meno blasonata. Per un allenatore questo è il massimo. Allegri? Non esistono favorire nei derby, si parte dallo 0 a 0 e bisogna entrare in campo determinati, motivati, per sfruttare i momenti e per portare gli episodi dalla propria parte»
UNA PARTITA CONTRO GLI ATTACCANTI DEL MILAN RICHIEDE QUALCHE MOSSA TATTICA DIVERSA? – «Sappiamo la qualità dei giocatori che il Milan ha, e sono giocatori letali sia nello spazio che sullo stretto: hanno qualità, velocità e possono metterti in difficoltà. Questo non significa stravolgere i piani, le partite vivono di episodi. Bisogna preparare una squadra ad affrontare più momenti e più episodi, a saper fare più cose. Parliamo di sistemi e principi ma spesso ci dimentichiamo di parlare della qualità dei giocatori, della loro esperienza nel capire cosa fare in determinati momenti».
ALLEGRI QUEST’ANNO HA SEMPRE VINTO I BIG MATCH CON LO STESSO PIANO STRATEGICO, QUELLO DI ATTIRARE L’AVVERSARIO PER POI COLPIRE NEGLI SPAZI. COME FARE PER NON CONSEGNARSI AL SUO PIANO? – «Preparare una partita o avere un piano di gioco è semplice, perché le idee sono quelle. I 95-100 minuti di una gara determinano l’andatura di una partita. Sappiamo quello che sta facendo Max, è un vincente e non ha caso ha vinto tutto quello che ha vinto da allenatore. Se non sbaglio è il tecnico con più titoli in Italia: è un motivatore, sa fare più cose, quelle semplici ma anche altre. Si basa sulla qualità dei suoi calciatori. Vedo un Milan diverso da quando lui è qua. Sappiamo come sarà la partita ma ci aspettiamo anche qualcosa di diverso perché non puoi mai pensare che si farà una cosa senza preparare la seconda o la terza mossa che l’avversario potrà fare. Bisogna essere attenti e disponibili a fare qualcosina in più di quanto fatto finora, anche dal punto di vista mentale. Bisogna saper soffrire, esser dominanti senza perdere le misure. Bisogna sporcare qualche giocata, fare qualche fallo in più…»
TANTI GIORNALISTI VENUTI DALL’ESTERO, COME STA LAUTARO? CHE SPETTACOLO PUO’ OFFRIRE QUESTO DERBY PER ATTRARRE PIU’ GENTE? – «Il calcio italiano è sempre affascinante perché è il più difficile da affrontare, quello più preparato dal punto di vista tattico, dove si fa qualcosina in più per l’attenzione e la necessità di portare a casa una squadra compatta che subisce il meno possibile. All’estero c’è più spensieratezza, ciò non vuol dire che il nostro campionato abbia qualcosa in meno. E’ solo una percezione probabilmente dovuta anche dalle esigenze che ci sono fuori, si parla sempre dei gol subiti e della fase difensiva, cose che all’estero fanno meno notizia. Però è bello e complicato. Devi aggiungere sempre qualcosina per sorprendere. Lautaro? Quando si arriva nelle vicinanze dell’area avversaria ha sempre quell’esperienza e quella cazzimma, quella qualità di annusare dove si deve mettere. E’ anche il primo a portare pressioni quando si deve difendere, con la voglia di rubare palla. Per me è un attaccante completo a livello internazionale, lo dimostra tutto quello che ha fatto sia in Serie A sia con l’Argentina. E’ completo, può migliorare anche lui e noi siamo felici di averlo con noi come capitano e come attaccante».
LA MIA SCELTA DI NON FARE IL RITIRO ALLA VIGILIA DEL DEBRY – «Il ritiro prima di tutto non mi garantisce una vittoria. Ne ho fatti di ritiri e sono stati campionati dove non ho mai vinto niente. Non è il ritiro che mi crea dal punto di vista emotivo serenità e tranquillità che si farà una partita vera. E’ una scelta mia per dare più tempo libero da passare a casa con le famiglie, perché noi giochiamo ogni 3 giorni, abbiamo un calendario affollato e molti di loro vengono da 10 giorni di ritiro in nazionale. Parlo di responsabilità e professionalità, quello che fanno vedere tutti i giorni. A me basta una giornata intera passata insieme quando domani ci ritroveremo a colazione fino alla sera, anche il fatto che si giochi di sera è un aspetto importante: non potrei mai tenere e vivere 24 ore di attesa per una partita. E’ una scelta mia, questo non vuol dire che ho ragione. L’unica cosa certa che ho è che non voglio dare confort alla mia coscienza, la mia coscienza è a posto così. Probabilmente ci saranno giornate in cui si andrà in ritiro anche quando si giocherà in casa, ma per ora ho preferito scegliere questo».
COSA E’ MANCATO NEGLI ULTIMI DERBY PERSI? – «Non vado ad aprire certe ferite perché sarei… Sappiamo da dove veniamo e dove siamo in questo momento, abbiamo più certezze su dove vogliamo arrivare. Non mi interessa il passato e nemmeno mettere una carica motivazionale come a dire che le ultime 5 contro il Milan non si sono vinte, a me interessa come siamo oggi, la loro consapevolezza e il loro desiderio di entrare in campo e dare il massimo. Portare in campo passione, voglia e sorriso. E’ un bel gioco il calcio e non devono dimenticare quanta fatica hanno fatto e dove sono arrivati. Non è che abbiamo qualcuno sopra la testa che ci dice di dover vincere tutte le partite perché siamo l’Inter, perché abbiamo fatto finali di Champions… No, così no. Voglio gente che si diverte e che nel divertimento trovi la responsabilità e l’importanza di portare avanti un progetto, le nostre ambizioni e i nostri obiettivi»
CALENDARIO PARTICOLARE IN CHAMPIONS, DOPO IL DERBY C’E’ L’ATLETICO MADRID. QUESTO DA QUI A NATALE IL PERIODO IN CUI VOGLIO OTTENERE RISPOSTE DALLA SQUADRA? – «Il calcio è talmente bastardo che cambia da una giornata all’altra, io non posso fare valutazioni su quello che penso di fare. Prendo una partita alla volta perché posso controllare solo quello. Se inizio a pensare troppo in là spreco energie, quando spreco energie perdo lucidità e non sono sereno, sono triste e i ragazzi lo sentono».
COME STA THURAM? – «Sta bene, si è allenato con noi e non ha più saltato un allenamento da quando è rientrato contro il Kairat. E’ rimasto con noi, non è andato in nazionale. Non so se devo ringraziare la Francia o no, ma gli ha fatto bene perché aveva bisogno di fare qualche allenamento in più, di ritrovare la condizione che in quel mese ha perso. Sta bene».
COME HO RIACCOLTO QUELLI CHE SONO STATI IN NAZIONALE? COME STANNO? – «Stanno tutti bene a parte Denzel che ha avuto quel problema alla caviglia dopo la Lazio, ha avuto problemi anche in nazionale, è rientrato alla base e abbiamo scoperto che ha questo problema e che purtroppo domani non ci sarà».
PARADOSSALE CHE IO DEBBA SPECIFICARE CHE BISOGNA DIVERTIRSI IN UN CALCIO SEMPRE TROPPO ATTENTO ALLA TATTICA E AI GOL SUBITI? – «Il divertimento è sempre responsabile, è apprezzare le cose piccole come il sole di oggi. Per me l’ansia mostra sempre lo scenario peggiore, è bugiarda. Non bisogna mai ascoltare i propri pensieri ansiosi, ti succhiano energie e non ti fanno esprimere il tuo valore. Se parliamo di calcio, il calcio italiano ha margini di miglioramento ma non dobbiamo dimenticarci la nostra identità, da dove siam partiti e cosa abbiamo perso strada facendo. Per me è un campionato meraviglioso, all’estero quando giocano contro di noi capiscono quanto sia difficile. Bisogna che anche voi giornalisti iniziate a sorridere un po’ di più e farvi meno problemi per i gol subiti, perché si arriva a fare uno spareggio o perché non si è giocato bene».

QUOTE INTER MILAN – Tempo di Derby della Madonnina: i nerazzurri vogliono mantenere la testa della classifica e cercheranno la vittoria proprio contro i cugini rivali.
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