Hanno Detto
Pavard: «C’è un motivo per cui ho scelto l’Inter. L’avversario più tosto è stato…»

Pavard: «C’è un motivo per cui ho scelto l’Inter. L’avversario più tosto è stato…». Le parole del difensore francese
Bejamin Pavard ha parlato al matchday programme nerazzurro in occasione di Inter Monaco.
Le sue parole: «Penso che l’Inter sia un grande club e noi andiamo in campo per alzare sempre di più il livello. È per questo che sono qui. Abbiamo una grande squadra, ottimi giocatori e voglia di vincere, noi e i tifosi che ci sostengono in ogni momento, in ogni partita, in casa e in trasferta. Ho sempre giocato a calcio per vincere, per essere fiero di me e per rendere orgogliose di me le persone che mi stanno vicino».
Chi sfidi in allenamento?
«Thuram, perché ci conosciamo da molto tempo. E un giocatore veloce, scattante, che sa prender la profondità, è un attaccante completo. E un piacere crescere insieme ad attaccanti come lui perché ti permettono di migliorare».
Cosa ti ha portato ad amare il calcio?
«Per me il calcio è condivisione. È regalare emozioni, festeggiare insieme ai tifosi, è per questo che gioco a calcio da quando sono bambino. Papà giocava a calcio e andavo sempre a vedere le sue partite, è stato anche il mio allenatore da piccolo, la mia passione nasce da lì».
L’avversario più forte che hai affrontato?
«Eden Hazard».
Quale Legend nerazzurra sfideresti?
«Zanetti. Semplice…è una leggenda. Mi sarebbe piaciuto molto giocare con lui, perché è un’ispirazione. Anche Adriano, anche lui è una leggenda».
L’arrivo all’Inter?
«È stato un momento emozionante, volevo venire in questo Club per conoscere i tifosi, per vincere dei trofei. Ho scelto il video di presentazione perché mi è piaciuto molto e mi ha fatto molto piacere vederlo all’arrivo».
Lo scudetto?
«La vittoria dello scudetto con l’Inter è stato un momento importante per me, per il Club e per i tifosi. È un traguardo importante per tutti».
Il mondiale vinto?
«Vincere un mondiale è un sogno d’infanzia. Ricordo quando ho abbracciato i miei genitori in lacrime, mi ha emozionato molto. Sono andato via di casa molto giovane, sono figlio unico e non è stato facile. Quello che faccio è una bella soddisfazione per loro, ed è merito loro se oggi sono qui».