2023
Vieri: «Compiere 30 anni da stella dell’Inter è stato spettacolare»

L’ex leggenda interista Christian Vieri, nel giorno del 50esimo compleanno, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera
Come si legge sulle colonne del Corriere della Sera, Christian “Bobo” Vieri è oggi un uomo maturo, folle d’amore per le sue figlie.
Eppure, ci tiene a raccontare nel giorno del suo 50esimo compleanno, le tappe principali della sua carriera calcistica, Inter compresa:
50 ANNI – «É solo un numero. Anche se è un numero importante».
CRESCIUTO IN FRETTA – «Sì, poi in Australia ero in mezzo a persone provenienti da ogni parte del mondo. Anche per questo trovo il razzismo incomprensibile».
SENTIRSI FUORI POSTO IN ITALIA – «Sì, perché al bar sentivo dire che io giocavo a calcio per mio papà, che ero un raccomandato. Ero un bambino, vivevo da solo coi nonni e sentivo l’invidia: mi sono dovuto fare forza, difendermi. Anche con qualche “vaffa” dei miei».
A 20 ANNI BOMBER DI PROVINCIA – «E neanche tanto bomber: a Pisa avevo fatto appena due gol, con partite orribili, senza scusanti. Il presidente Anconetani faceva bene a insultarmi. Poi a Ravenna mi sono innamorato della Romagna, purtroppo siamo retrocessi, ma volevo restare anche in C».
VENEZIA CON MAIFREDI – «É di una simpatia enorme: quando arrivava al campo mi chiamava per mostrarmi che aveva il maglione rosso, l’orologio rosso e la macchina rossa. Il giorno dopo? Maglione blu, orologio blu e macchina blu. Amava il bel calcio».
INTER- «Quella dei 30 anni fu una festa spettacolare, al Pineta di Milano Marittima. Ricordo che c’era Ronaldo. La costante della mia vita sono gli amici: ancora oggi mi porto dietro ovunque vado lo spogliatoio e la sua atmosfera. Quante cazzate diciamo: Di Biagio fa le stesse battute da 30 anni e ancora ridono tutti. Ma è bello stare insieme: il nostro mondo è pulito».
GIORNALISTI OGGI PIU’ SIMPATICI – «Certo, il mondo è cambiato, ora li comando io: prima non ti potevi proteggere, ora coi social puoi rispondere».
FELICITA’ DIVERSA RISPETTO AI 30 ANNI – «Molto, lo vedo con le figlie. Non avrei mai immaginato questo amore folle: è pazzia. Se Costanza mi dice che c’è bisogno di qualcosa al mattino per una delle due bambine, volo in pigiama fuori dalla finestra: si chiama amore, ma è così per tutti immagino. Vivo per prendermi cura di loro e di mia moglie».
POLITICA – «Di base non credo mai a nessuno. Ho una mia idea, ma ci sono troppe bugie da tutte le parti: sono molto scettico».